Acquisire una società o un’azienda in Italia significa acquistare anche la sua storia: contratti, contenziosi, rapporti di lavoro, posizioni fiscali e autorizzazioni. La due diligence e il contratto di acquisizione servono a conoscere questi elementi e a ripartirne il rischio tra le parti, in modo coerente con il prezzo.
Acquisto di partecipazioni o acquisto di azienda
La prima scelta riguarda la struttura dell’operazione.
- Share deal: si acquistano le quote di una S.r.l. o le azioni di una S.p.A. La società resta la stessa, con tutte le sue passività, anche quelle non note. Il trasferimento di quote di S.r.l. richiede un atto con sottoscrizione autenticata o firmato digitalmente e depositato nel registro delle imprese; lo statuto può prevedere prelazioni, gradimento o altri limiti alla circolazione.
- Asset deal: si acquista l’azienda o un ramo d’azienda (art. 2555 ss. c.c.). L’acquirente risponde dei debiti relativi all’azienda ceduta che risultano dai libri contabili obbligatori (art. 2560 c.c.); i rapporti di lavoro proseguono con il cessionario e cedente e cessionario sono obbligati in solido per i crediti dei lavoratori esistenti al momento del trasferimento (art. 2112 c.c.); per le imprese con un numero di dipendenti superiore alla soglia di legge è prevista una procedura di informazione e consultazione sindacale.
Anche sul piano tributario il cessionario d’azienda può rispondere, entro limiti di legge, di imposte e sanzioni riferibili ai periodi anteriori alla cessione; un certificato dell’Amministrazione finanziaria sui carichi pendenti consente di circoscrivere questo rischio. La scelta tra le due strutture dipende quindi da fattori legali, fiscali e operativi.
Le aree della due diligence
Una due diligence legale ben impostata è proporzionata all’operazione e si concentra sui rischi che incidono sul valore. Le aree tipiche sono:
- societaria: titolarità delle partecipazioni, vincoli, patti parasociali, regolarità delle delibere;
- contratti rilevanti, con particolare attenzione alle clausole di cambio di controllo, esclusiva e non concorrenza;
- lavoro: contratti collettivi applicati, contenziosi, esternalizzazioni e posizioni previdenziali;
- fiscale, svolta con i consulenti tributari;
- immobili, autorizzazioni e profili ambientali;
- proprietà intellettuale, protezione dei dati e conformità normativa, compresi il modello organizzativo previsto dal D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità degli enti e gli eventuali procedimenti in corso;
- contenzioso pendente e minacciato.
Il risultato è un rapporto che classifica i rischi per gravità e indica come trattarli: aggiustamento del prezzo, garanzie specifiche, condizioni al closing o interventi da completare prima della firma.
Il contratto: dichiarazioni, garanzie e prezzo
Nell’acquisto di partecipazioni, secondo l’orientamento prevalente della giurisprudenza, la tutela legale dell’acquirente riguarda in primo luogo le quote o le azioni in sé; la consistenza del patrimonio della società è protetta, nella sostanza, soltanto dalle garanzie pattuite. Per questo il contratto di compravendita deve contenere un sistema accurato di dichiarazioni e garanzie del venditore, con obblighi di indennizzo, franchigie, massimali e termini di denuncia.
Sono frequenti meccanismi di aggiustamento del prezzo o di prezzo bloccato a una data di riferimento, pagamenti differiti legati ai risultati (earn-out), depositi in garanzia e polizze assicurative sulle garanzie. Le condizioni sospensive e gli obblighi di gestione tra firma e closing completano il quadro.
Autorizzazioni e closing
Prima del closing vanno verificati gli obblighi di notifica previsti dalla disciplina del golden power (D.L. 21/2012) per i settori strategici e quelli in materia di concentrazioni, ai sensi della L. 287/1990 o, per le operazioni di dimensione europea, del Reg. (CE) 139/2004. Le soglie di fatturato sono aggiornate periodicamente; l’Autorità garante della concorrenza e del mercato può inoltre, a determinate condizioni, chiedere la notifica di operazioni sotto soglia. Per i settori regolamentati servono le autorizzazioni delle autorità di vigilanza.
Quando rivolgersi a un legale
Il supporto legale è più efficace se inizia prima della lettera di intenti, che spesso fissa già prezzo, esclusiva e struttura. Un legale coordina la due diligence con fiscalisti e consulenti tecnici, negozia il contratto e segue gli adempimenti fino al closing e oltre, nella gestione di eventuali richieste di indennizzo. Per gli acquirenti stranieri è utile anche spiegare per tempo le differenze tra la prassi italiana e quella del proprio Paese.
Il contenuto ha finalità informativa e non costituisce parere legale.